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Come evitare il dissesto in 4 mosse


1.     Comunicare immediatamente, anche nelle more della predisposizione della relazione di inizio mandato, al Ministero dell’Interno la volontà di avvalersi della possibilità, entro 90 giorni dall’insediamento, di rimodulare il Piano decennale (oltre alla comunicazione formale chiederei con urgenza un appuntamento alla sottocommissione che cura l’istruttoria);

2.     Inserire nella “Piattaforma per la certificazione dei crediti” tutti i debiti del Comune di Messina, maturati al 31.12.2012, tenendo conto delle modifiche apportate (ampliamento categorie debiti) dalla legge di conversione del D.L. 35/13 (attenzione, non è stata prevista alcuna scadenza e, per le nuove ipotesi di debiti, i Comuni possono fare la richiesta);

3.     Rimodulare il Piano decennale di rientro, includendo tutti i debiti finanziabili con il D.L. 35/13. Ciò è previsto dal medesimo decreto legge convertito e consentirà di “allungare” la restituzione del debito da 10 a 30 anni e, di conseguenza, diminuire sensibilmente la rata annuale di rientro a carico del Comune;

4.     Inserire nella rimodulazione del piano decennale di rientro, in sostituzione della previsione di entrata derivante dal contratto di servizio AMAM (annullata), il consistente indennizzo che dovrà corrispondere al Comune, proprietario degli impianti, il nuovo gestore del servizio di distribuzione del gas (l’attuale convenzione cesserà nel 2015) a seguito di nuovo affidamento con gara.

 

 

PS

A mio parere con il D.L. 35, di fatto e salvo rare eccezioni, è stato superato il cosiddetto salva-comuni.

 

Pubblicato il 29/6/2013 alle 7.6 nella rubrica Diario.

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