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Messina e dintorni
Signora Moratti: il rimedio è peggiore del male....
post pubblicato in Diario, il 22 aprile 2011


La signora Moratti,  ricandidata dal PdL alla carica di Sindaco di Milano, in evidente difficoltà per la presenza in lista di Lassini (autore del del manifesto toghe-BR) che ieri aveva annunciato, salvo ripensarci subito, di "dimettersi" dalla lista, candidamente, ha dichiarato "per legge non può uscire dalle liste ma dimissioni preventive equivalgono a non candidatura".

Come dire: poco importa se deve restare in lista, tanto, se dovessere risultare eletto, le dimissioni ante litteram impedirebbero comunque al Lissani di ricoprire la carica di Consigliere comunale.

Signora Moratti,  a meno che non lo pensi davvero (il che è ancor più grave), maggior  buon senso (e non mi riferisco a quello giuridico) e pudore istituzionale (è ancora il Sindaco di Milano)  avrebbero suggerito meno acrobazie dialettiche......

L'istituto delle "dimissioni preventive" è una fantasiosa invenzione o, meglio, una sorta di "ossimoro giuridico"!

A volte, il rimedio, cara signora Moratti, è peggiore del male!

P.S.

La signora Moratti, rinuncerà anche agli eventuali voti del Lissani che la legge elettorale assegna anche al candidato Sindaco collegato?

Assessori e deleghe
post pubblicato in Diario, il 9 luglio 2008



Le due Amministrazioni, dopo forti fibrillazioni, cominciano a muovere i primi passi. Venerdì - ha annunciato Buzzanca - nel corso di una conferenza stampa - saranno rese note le deleghe degli Assessori comunali. Il passaggio, apparentemente di routine, è di fondamentale importanza. E' indispensabile introdurre forti elementi di innovazione ad una struttura - quella comunale – rigida e poco efficiente. Insieme alla conferma delle tradizionali deleghe (bilancio, urbanistica, commercio etc) occorre prevedere nuove forme di gestione di servizi sempre più importanti. Così, ad esempio, il potenziamento del settore Turismo deve prevedere una nuova specifica delega, quella del “Fronte del mare” (waterfront in italiano) già esistente a Napoli, Cagliari e New York. Il miglioramento del settore delle risorse finanziarie passa attraverso la definitiva attuazione dell’Area integrata dello Stretto (metropolitana o regione dello stretto che dir si voglia). La specificità del territorio comunale presuppone una nuova pianificazione della “logistica”. 
Non senza incidere profondamente sull'assetto complessivo dei servizi sociali
Insomma, occorre reinventarsi, i politici spesso fanno riferimento alla razionalizzazione della “macchina comunale”, una struttura articolata ed allo stesso tempo capace di dare risposte efficaci in tempi ragionevoli. Non si può aspettare un tempo indefinito per la conclusione di una qualsiasi pratica (potenziamento SUAP). Creare definitivamente le condizioni perché la separazione dei poteri (indirizzo e di gestione) possa finalmente decollare. E’ questa la strada. Da qui bisogna partire.

La politica stop and go
post pubblicato in Diario, il 7 luglio 2008





Fa caldo, molto caldo. Anche il clima politico dei due Palazzi è surriscaldato. La composizione delle squadre del Sindaco e del Presidente omai da giorni subisce ripetuti stop and go!

Emergono le difficoltà di una coalizione che non riesce a trovare il punto di equilibrio (la quadra) per iniziare ad affrontare i mille problemi di una Città sfiancata dall’attesa.

Fate presto, archiviate le polemiche.

La città non può più aspettare.

L'interminabile scrutinio....
post pubblicato in Diario, il 29 giugno 2008


Toc ... toc ... c'è qualcuno?

Non ho elementi certi per poter affermare che la pessima performance della "macchina elettorale", in tutte le sue componenti, abbia potuto "falsare" l'esito delle recenti elezioni amministrative di Messina. Tuttavia, il ritardo accumulatosi, francamente inaccettabile, la dice lunga sui problemi che "gli addetti ai lavori" sono costretti ad affrontare nella fase del riepilogo dei dati elettorali. Già, i dati elettorali! Alcuni continuano a chiedere se esistono o sono solo virtuali. Così, tra un immancabile "sequestro" disposto dall'Autorità giudiziaria e mille ricorsi annunciati, continua l'incertezza di chi (sono in tanti) è stato costretto ad una campagna elettorale "supplementare". Durante la prima, ormai conclusasi da due settimane i candidati hanno cercato il voto porta a porta. Chiuse le urne, la ricerca del voto si è trasferita al Comune. Il luogo è quello accanto all'aula consiliare. Dentro è riunito l'Ufficio centrale elettorale, presieduto da un magistrato. Il procedimento di verifica è minuzioao, ma lento, lentissimo. Decine di "addetti", calcolatrice alla mano, seguono attentissimi lo "scrutinio" dei verbali. Sezione per sezione, lista per lista, candidato per candidato. Le interruzioni dovute agli errori sono praticamente infinite. Da giorni, ormai, Presidenti e componenti dei seggi elettorali, richiamati dall'Ufficio centrale, si avvicendano, trafelati e preoccupati, per offrire spiegazioni, intepretare un numero, una frase.....Non è un bel vedere.
I candidati aspettano in silenzio e seguono l'infinito scrutinio di numeri con particolare ansia. Un piccolo errore può cambiare l'esito. Oggi sei consigliere, domani perdi un voto e diventi primo dei non eletti. Qualcuno, si dice, non dorma da giorni, altri che portino in tasca la vecchia "coramina". Devono aspettare senza poter verificare. Gli esemplari dei verbali di tutte le sezione che sin dal martedì 17 giugno dovevano essere messi a disposizione, per la visione, di qualsiasi elettore, sono stati “secretati” insieme ai principi democratici (partecipazione e controllo) che uno Stato di diritto deve garantire ai propri cittadini.

la democrazia è sospesa!

Le necessarie verifiche preventive che la legge consente a tutti gli elettori sono sostanzialmete delegate al TAR dopo la proclamazione.
 
Intanto i giorni passano e le "squadre" dei due neo eletti, Sindaco e Presidente, non vedono la luce!
La Messina dei records (negativi) si accinge a conquistarne un altro.

Toc.. toc.. c’è qualche parlamentare, regionale, nazionale o europeo che, nell’ambito delle sue prerogative, pensa di poter rivolgersi all'Asessore Regionale enti locali, al Ministro dell'interno o alla Commissione europea per individuare le cause del tilt ed indicare possibili rimedi ? Osservatori indipendenti a parte......

Al Direttore del Corriere della Sera
post pubblicato in Diario, il 13 giugno 2008


Post dedicato ai miei tre lettori.

La lettera è stata pubblicata a pag. 35 del Corriere del 14 giugno 2008.


Spiace dover constatare che alcune affermazioni, non acquisite direttamente, contenute nell’articolo “Messina, il ritorno del sindaco che usò l’auto blu per sposarsi”, sono assolutamente non veritiere e, comunque, fuorvianti.

  1. Non risponde al vero che nel 2003 abbia “denunciato” l’allora sindaco Buzzanca. In verità ho patrocinato in sede civile, nell’interesse di alcuni Cittadini, un’azione popolare tendente alla decadenza del Sindaco.
  2. Non ho ricevuto alcun incarico di esperto. Ho soltanto aderito ad una Commissione, sul modello dell’“Attali”, proposta, innanzitutto, per “pacificare” il clima arroventato degli ultimi anni. Un gruppo di lavoro “trasversale” che dovrebbe lavorare per la Città, indipendentemente dal colore politico di chi sarà chiamato ad amministrare;
  3. Non ho fatto alcun “salto” e, soprattutto, non indossato alcuna nuova casacca. Il mio Partito (DS), di cui sono stato anche segretario di federazione, non esiste più. Ho partecipato alla fase costituente del partito democratico al quale, tuttavia, non mi sono mai iscritto. Ho pubblicamente contestato dal mese di novembre del 2007 la personalizzazione del comando e l’attitudine alla gestione familistica del P.D. locale. Ogni nuovo apporto restava confinato al mero asservimento da collocare alla base della piramide. Da tale metodo ho preso immediatamente le distanze. Non potevo condividere la pretesa del segretario regionale, On. Francantonio Genovese, di nominare, “per acclamazione”, suo cognato, deputato all’ARS, alla carica di coordinatore provinciale del PD di Messina, che, riferiscono le cronache, ha “aperto” il triplo dei “circoli” inaugurati a Roma. Ho aderito, quindi, da uomo libero e non più di parte e con sincero intento di concordia, ad una proposta per la Città.

A proposito di veri cambi di casacca, invece, Le segnalo quello dell’attuale segretario regionale Genovese, che, nel 1998, è stato addirittura assessore di una Giunta presieduta proprio da Buzzanca.

Madamina, il catalogo è questo .....
post pubblicato in Diario, il 30 maggio 2008


Attraversando le principali vie della nostra città è facile imbattersi in una lunga “teoria” di variopinti manifesti elettorali di varie dimensioni. Volti vecchi e nuovi si presentano accanto ad un simbolo e con uno slogan personalizzato.
Ciascun candidato (quartiere, comune, provincia) “promette” un po’ più di questo, un po’ meno di quello e chiede il voto perché “è uno di voi”, per avere “un amico in comune”, "per la legalità", "per serietà", "per fare" "per un futuro sfolgorante" e così via tappezzando! I candidati Sindaco, superata la fase dello slogan, da qualche giorno hanno presentato i loro programmi che, tengono a precisare, non sono un “libro dei sogni”.
A ben vedere non manca nulla! Si trova tutto, anzi di tutto!
Nessuno, però, si azzarda ad indicare le risorse necessarie, i tempi di realizzazione o, soprattutto, una qualche priorità da risolvere nei primi cento giorni.
Chi chiede al candidato come pensa di risolvere il problema, si sente immediatamente rispondere: è tutto scritto nel mio programma!
Ma quali programmi! La sensazione è che si tratti di veri e propri “cataloghi”, di lunghe “liste della spesa” che fanno ritornare alla mente una delle più belle arie del "Don Giovanni":

Madamina, il catalogo è questo
Delle belle che amò il padron mio;
un catalogo egli è che ho fatt'io;
Osservate, leggete con me.
In Italia seicento e quaranta;
In Almagna duecento e trentuna;
Cento in Francia, in Turchia novantuna;
Ma in Ispagna son già mille e tre.
V'han fra queste contadine,
Cameriere, cittadine,
V'han contesse, baronesse,
Marchesine, principesse.
E v'han donne d'ogni grado,
D'ogni forma, d'ogni età

cantava Leporello mentre mostrava a donna Elvira la lista di tutte le donne sedotte da “don Giovanni”

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