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Messina e dintorni
La pesante eredita' di OBAMA e la sconfitta ai punti di Hillary
post pubblicato in Diario, il 10 novembre 2016



Trump, outsider, vince e sara' il nuovo Presidente. Hillary Clinton, data per vincente, e' stata sconfitta. Previsioni e sondaggi, si dice oggi, sono stati ribaltati. La stampa americana ed  i guru dei sondaggi sono accusati di aver sbagliato tutto. A ben vedere il margine del 3% sul voto popolare, alla fine, sarà sostanzialmente rispettato. L'errore, se di questo si può' parlare, e' stato quello di dare vincente Hillary su alcuni (3) Stati, tradizionalmente democratici. I commenti si sprecano sulle ragioni della 'pesante' sconfitta di H., ma, Nessuno, ripeto nessuno, si cura di capire quanti voti hanno deciso la presidenza degli States 2016. Alla fine, I freddi numeri attribuiscono a Trump 306 grandi elettori mentre alla Clinton 232. La regola, e' noto, attribuisce TUTTI I grandi elettori di uno Stato al candidato che vince anche per un solo voto. Trump si e' aggiudicato 28 Stati mentre Clinton lo ha battuto in 20. Hillary Clinton, infine, batte Trump, per circa 300 mila voti (si presume che alla fine dello scrutinio la differenza sarà' di circa un milione) nel voto popolare (la somma dei voti ottenuti in tutti gli Stati). Perde, invece, per un soffio, l'elezione nei singoli Stati. Ovviamente, non si tratta di un solo Stato (Florida), ne' di 500 voti com'e' accaduto ad Al Gore. Ad Hillary, per vincere, sono mancati davvero pochi voti in 3 Stati. Una manciata di voti: 
Pennsylvania (20 GE) 68 mila voti in meno,;
Michigan (16 GE) 12 mila voti;
Wisconsin (10 GE) 27 mila voti;
L'attribuzione a Trump dei 46 Grandi Elettori ha sancito in modo netto la sconfitta di Hillary. In questi tre Stati, i votanti sono stati oltre 13 milioni. In tutta l'America i votanti sono stati poco più di 120 milioni. Alla Clinton sono mancati, sommando i voti mancanti nei tre Stati, poco piu' di 100 mila voti. 
Questa e' la differenza! Una manciata di voti. 
Un'ultima osservazione sulla responsabilità, attribuita alla Clinton, dell'amara sconfitta. 
Anche in questo caso, nell'ormai vano tentativo di celebrare l'Amministrazione Obama, si dimentica che nel 2012 il Presidente uscente ha battuto il repubblicano Romney perdendo, rispetto al 2008, ben 7 milioni di voti. Un dato incredibile che la dice lunga sull'eredita' non proprio positiva del primo nero alla Casa Bianca. Un trend negativo che ha pesato sulla sconfitta di Hillary che, alla fine dello scrutinio, registrerà un calo di ulteriori 2 milioni di voti rispetto a quelli ottenuti da Obama nel 2012. Se tanto mi da tanto, il vero errore e' stato quello di non considerare outsider Hillary Clinton. Il candidato che ha recuperato o, meglio, che ha inseguito non è' stato Trump ma Hillary. Il tempo, le analisi approfondite del voto e, soprattutto, la storia confermeranno questa intuizione.
La malattia autoimmune (politica) di Genovese e i garantisti a intermittenza.
post pubblicato in Diario, il 26 giugno 2013


Dopo averlo osservato al 'potere' e compreso nei 20 mesi di sindacatura  il perverso sistema clientelare che gli aveva consentito di fare il segretario regionaledel PD ed il 'proprietario' indiscusso del partito messinese, in solitudine, mi sono fatto da parte.

Non mi appassionava continuare a fare politica in un contenitore in cui contavano soltanto i numeri o, meglio, le tessere.

A quel tempo era ancora Sindaco e dopo qualche mese sarebbe diventato deputato.

A Luciano Violante, plenipotenziario di Veltroni incaricato di "seguire” la fusione a freddo dei due partiti in Sicilia (DS e Margherita) dissi: avete appaltato la Sicilia alla Margherita e svenduto la provincia di Messina alla famiglia Genovese.

Ai miei compagni Messinesi ho posto, inascoltato, una condizione: restare con la schiena dritta!

Sono trascorsi sei anni e tanta acqua e' passata sotto i ponti.

Quel sistema di potere, allora allo stato embrionale, e' cresciuto a dismisura sino a diventare un'infallibile macchina elettorale.

Numeri incredibili (primarie Bersani e nonsolo) che hanno fatto impallidire le Regioni rosse e lo stesso Bersani.

Mentre tutti i partiti tradizionali perdevano consensi, quello di Genovese, in controtendenza, aumentava ed aumentava.

I politici locali, uno dopo l'altro, chiudevano le tradizionali segreterie, Genovese, invece, era costretto ad ampliare i locali della già' grande sede di via 1° settembre.

Il meticoloso, quotidiano, instancabile, quasi scientifico,sistema di ricerca del consenso ha prodotto un’organizzazione quasi perfetta.

Una formidabile struttura, apparentemente in ottima forma, che sprizzava salute. Eppure, in questi casi, seppure raramente, si verifica qualcosa che ancora in tanti non riescono a spiegarsi. Il sistema immunitario dell' organismo che ci mantiene in salute, combattendo le infezioni, compie uno sbaglio e si rivolge contro l' organismo stesso.

Si tratta, in genere, della c.d. malattia autoimmune, in questo caso "politica ".

E' quello che è accaduto al gigante elettorale di via 1° settembre.

L'attacco che non è' riuscito agli agenti patogeni esterni (quasi nessuno e comunque innocui per la verità') ad un tratto e senza preavviso, è stato sferrato dai piccoli ma infiniti anticorpi del gigante che, allenati per combattere i virus esterni, impazziscono ed iniziano ad auto-aggredire il gigante. Inizia così una sorta di autodistruzione inarrestabile, senza possibilità' di cura.

Qualcuno dice che c'entra la genetica ma gli studiosi non ne sono ancora sicuri.

È' certo, invece, che oggi, tanti, tantissimi agenti chimici (virus e batteri), senza alcun pudore,si esaltano per la scoperta della grave malattia.

Sono gli stessi agenti che, magari, in questi anni si sono celati nel possente organismo, per alimentarsi, ingrassarsi, comunque consapevoli e ben disposti.

Ora il corpo e' malato ed è' facile infierire.

A costoro ed a tutti quelli che trovano motivo di godimento nelle malattie altrui, garantisti a intermittenza se non a convenienza, ricordo che è soltanto un avviso di garanzia.

Financo Genovese, di cui com'è' noto noncondivido nulla, ha il diritto, sino a prova contraria, di non essere giustiziato in piazza!

Signor Marchica, detto Zecchinetta!
post pubblicato in Diario, il 16 maggio 2013


Chi non ricorda l'attore messinese Tano Cimarosa nel film il giorno della civetta? Interpretava il ruolo del signor Marchica, detto Zecchinetta. Nei paesi, ancora qualche anno fa, tutti avevano un soprannome. Nomignoli stranissimi (spesso si riferivano a problemi fisici: u sciancatu, u mutu, u zoppu etc. etc). Servivano, tra l'altro, a distinguere i molti casi di omonimia. I mafiosi, poi, non erano mafiosi senza un soprannome! Riina era conosciuto come Toto' u curtu, Provenzano, come Binnu u tratturi, Michele Greco meglio conosciuto come ' u Papa'. I soprannomi, poi, da sempre, vengono usati durante attivita' investigative e, persino, nelle sentenze penali. L'uso popolare dei nomignoli, dei soprannomi, per comprensibili ragioni, e' stato adottato anche nel diritto elettorale. Ormai da tempo i candidati, preoccupati di non perdere neppureun voto, dichiarano al momento di accettazione anche il nomignolo, il nikename al tempo di internet. Accanto al loro nome e cognome e' aggiunto il nome con cui viene comunemente chiamato. Ad esempio Letterio, detto Lillo, Rosario, detto Saro! Il presidente del seggio al momento dello spoglio controlla il "detto" ed assegna la preferenza. Diversamente, dovrebbe annullare il voto. Ma fatta la legge, come si dice, trovato l'inganno.
Nel corso degli anni, l'uso del 'detto' e' diventato ossessivo, un modo per 'catturare' voti che andrebbero annullati. In qualche caso un modo, neppure sottile ma certamente furbesco, per controllare il voto. Non si giustificherebbero diversamente alcuni nomignoli che non hanno alcun riscontro nella realtà. Si e' toccato il fondo. Se la campagna elettorale del 2006 e' ricordata per la lunghezza della scheda/lenzuolo, quasi un metro (oltre 40 liste e simboli), quella del 2013 restera' negli annali per la quantità e "peculiarita' "di DETTI.
A scorrere le liste si trova di tutto. La fantasia non ha limiti. Se una candidata e' detta 'Grillo", un candidato, addirittura, e' comunemente chiamato Victor Hugo. Un altro, semplicemente, e' detto Reset! E, poi, altri ancora: detto Fabbiano, detto Scoglio e via soprannominando. In verita', salvo sporadici casi, questi candidati non hanno molta considerazione degli elettori. Soltanto per questo non andrebbero votati. Il voto e' una manifestazione di volonta', una scelta. Se qualche elettore si confonde nell'espressione del voto, storpiandolo, nessun problema! Allo stesso modo se scrive Mimmo invece di Domenico. Se, invece, il detto serve per "approfittare" dell'errore o, peggio, per controllare la libera espressione di voto, siamo proprio messi male, molto male! Non sara' una lavatrice o una scarpa (ricordate Lauro?) ma un Napoleone Bonaparte per sezione, tanto per essere chiari, puo' fruttare almeno 254 voti....
Rinaldi, pensaci tu....
post pubblicato in Diario, il 4 novembre 2012


Da qualche giorno è calato il sipario sulle elezioni anticipate siciliane. L’esito merita due o tre considerazioni. Il partito di chi è rimasto a casa vince su tutti. Il m5s (Grillo) riempie le piazze (non accadeva da anni e anni) ed entra dalla porta principale a Palazzo D'Orleans. Finalmente non abbiamo sentito dire a tutti i rappresentanti dei partiti: abbiamo vinto! I numeri sono impietosi. Tutti i Partiti, c.d. tradizionali, anche quelli che “hanno vinto” devono accontentarsi di meno elettori. Gli unici a festeggiare sono i 90 deputati eletti. Va bene che lo pensino quelli collegati al Presidente Crocetta. Ma gli altri, quelli relegati dagli elettori all'opposizione, in effetti cosa hanno vinto? Il sistema elettorale, costruito ad immagine e somiglianza dei Partiti anteGrillo, mostra tutta la sua inefficienza. Avrebbe dovuto garantire stabilità e governabilità (premio di maggioranza) ma ci ha consegnato un Presidente di minoranza che non promette nulla di buono. A nessuno dei 90 eletti sfiora l'idea di ritornare alle urne (le campagne elettorali costano un botto) ma le condizioni o, meglio, le contraddizioni sono sin troppo evidenti. I prossimi mesi ci diranno se Crocetta potrà sparigliare oppure, come sembra,sarà costretto a vivacchiare o, peggio, ‘contrattare’ su ogni singolo provvedimento. I riti post elezioni non lasciano ben sperare. Ci si attarda su chi deve occupare questa o quella poltrona, scomodando personaggi-simbolo, certamente capaci nelle loro professioni (cantanti, magistrati, figli di vittime della mafia, sindacalisti di lungocorso) ma forse inadeguati, almeno per la fase di apprendistato, a fornire le urgenti soluzioni che i Siciliani reclamano ormai da tempo. Crocetta annuncia provvedimenti radicali. Il tempo ci dirà se alle dichiarazioni d'intenti seguiranno i fatti. Noi di Messina, tutto sommato, possiamo ben sperare! Franco Rinaldi è il deputato piu' votato in Sicilia!

Il voto emotivo dei cittadini....
post pubblicato in Diario, il 21 novembre 2011



Zapatero vince sull'onda del terrorismo internazionale e perde per la crisi economica mondiale.
Se governa la dx vince la sx e viceversa!

Signora Moratti: il rimedio è peggiore del male....
post pubblicato in Diario, il 22 aprile 2011


La signora Moratti,  ricandidata dal PdL alla carica di Sindaco di Milano, in evidente difficoltà per la presenza in lista di Lassini (autore del del manifesto toghe-BR) che ieri aveva annunciato, salvo ripensarci subito, di "dimettersi" dalla lista, candidamente, ha dichiarato "per legge non può uscire dalle liste ma dimissioni preventive equivalgono a non candidatura".

Come dire: poco importa se deve restare in lista, tanto, se dovessere risultare eletto, le dimissioni ante litteram impedirebbero comunque al Lissani di ricoprire la carica di Consigliere comunale.

Signora Moratti,  a meno che non lo pensi davvero (il che è ancor più grave), maggior  buon senso (e non mi riferisco a quello giuridico) e pudore istituzionale (è ancora il Sindaco di Milano)  avrebbero suggerito meno acrobazie dialettiche......

L'istituto delle "dimissioni preventive" è una fantasiosa invenzione o, meglio, una sorta di "ossimoro giuridico"!

A volte, il rimedio, cara signora Moratti, è peggiore del male!

P.S.

La signora Moratti, rinuncerà anche agli eventuali voti del Lissani che la legge elettorale assegna anche al candidato Sindaco collegato?

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