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Messina e dintorni
La giornata di uno scrutatore di Italo Calvino
post pubblicato in Libri, il 21 giugno 2008


 Amerigo Ormea uscí di casa alle cinque e mezzo del mattino. La giornata si annunciava piovosa. Per raggiungere il seggio elettorale dov'era scrutatore, Amerigo seguiva un percorso di vie strette e arcuate, ricoperte ancora di vecchi selciati, lungo muri di case povere, certo fittamente abitate ma prive, in quell'alba domenicale, di qualsiasi segno di vita. Amerigo, non pratico del quartiere, decifrava i nomi delle vie sulle piastre annerite – nomi forse di dimenticati benefattori – inclinando di lato l'ombrello e alzando il viso allo sgrondare della pioggia”.

Amerigo Ormea si ritrova nelle elezioni del 1953 (quelle della cosiddetta "legge truffa"), a fare lo scrutatore per conto di un partito della sinistra che poi si rivelerà essere quello comunista (l'avevano fatto scrutatore: un compito modesto, ma necessario e anche d'impegno).
Il suo seggio si trova a Torino, in quel famoso istituto, il "Cottolengo", che raccoglie tutta un'umanità derelitta.
Gli ospiti dell'istituto sono stati istruiti a votare per il partito di governo, la Democrazia Cristiana, l'unico che gli è fatto credere tuteli i loro interessi.
Il racconto lungo di Calvino descrive appunto la giornata di Amerigo, dal mattino piovoso in cui si reca al seggio alla conclusione delle operazioni di voto. E il suo incontro con quell'umanità desolata e con i religiosi, che con ammirevole e talvolta muto spirito di servizio, li assistono.
Non succedono accadimenti particolari; il disbrigo delle operazioni di voto assume il suo andamento normale, sonnacchioso, burocratico: il libro è costituito dalla descrizione minuziosa degli oggetti e delle persone che si avvicendano davanti allo sguardo attento dello scrutatore e dalle riflessioni che i minimi avvenimenti della giornata determinano in lui.
E così il protagonista prende spunto da fatti minimali, in apparenza insignificanti, per dare il via a una serie di interessanti e originali meditazioni sui più svariati argomenti: la democrazia, le istituzioni, la sofferenza, l'emancipazione femminile, la politica, l'amore, la metafisica, la religione, la bellezza, l'evoluzione della specie, la beatitudine, il potere, la donna, la lettura, la responsabilità della procreazione, la giustizia.

Vita agra di un anarchico
post pubblicato in Libri, il 9 maggio 2008


«È un libro migliore di cento romanzi. » Cesare Cases, «L'Indice» «... la più grande storia non solo su Bianciardi ma anche su quell'Italia anni Sessanta, tra la morte di Coppi e il canto di Mina. » Guido Gerosa, «Il Giorno» «Nel libro di Corrias non c'è solo la sventurata vita dell'anarchico Bianciardi, ma una miriade di racconti e pisodi, interviste... Biografia assai stimolante, vivace e appassionata. » Grazia Cherchi, «l'Unità» «È una biografia esemplare perché unisce agilità giornalistica a competenza, passione e capacità narrativa, ma soprattutto chiarezza di progetto. » Goffredo Fofi, «Linea d'ombra» Pino Corrias (Savona,1955) vive e lavora a Milano. Inviato speciale del quotidiano «La Stampa» scrive di politica, costume e cronaca (nera) anche se spesso sono la stessa cosa. Ha pubblicato, con Massimo Gramellini e Curzio Maltese, 1994. Colpo grosso (Baldini&Castoldi, 1994).


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permalink | inviato da emmesse il 9/5/2008 alle 23:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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