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Messina e dintorni
Grazie Peppe!
post pubblicato in Diario, il 8 giugno 2008


A pochi giorni dalla conclusione del mandato amministrativo l'instancabile Peppe Previti, unica voce contro nel Consiglio provnciale, svela l'ultimo "scippo" del governo Berlusconi alla Sicilia ed in particolare alla nostra Provincia. Il tanto atteso ammodernamento delle starde provinciali delle province siciliane è stato cancellato. Cento milioni di euro, dei centocinquanta previsti per la provincia di Messina, sono stati "usati" per l'abolizione dell'ICI. Di questo si tratta. Con l'ormai famoso decreto "taglia ICI", la previsione di spesa per il biennio 2008/09 a favore della Sicilia è stata ridotta di ben 700 milioni di euro (per la Calabria la riduzione ammonta a 300 milioni).
Alla notizia seguiranno polemiche e precisazioni più o meno convincenti.
Le strade provinciali, intanto, continueranno a rimanere dissestate.
La riflessione potrebbe finire qui.
L'occasione dell'ennesimo atto ispettivo di Peppe Previti, tuttavia, mi permette di esprimere il personale rammarico per la sua irremovibile, ma comprensibile, decisione di non ricandidarsi. 
Spigolando tra i documenti e gli atti dell'Amministrazione Leonardi Peppe Previti ha assolto al mandato affidatogli dagli elettori con serità e competenza. Di alcuni Assessori e di moltissimi Consiglieri non ricorderemo neppure il cognome. Di Peppe resteranno le tante iniziative politiche di denuncia e di proposta ma, soprattutto, il modo con cui ha saputo interpretare il ruolo di oppositore.

I veleni della Sanderson.......
post pubblicato in Commenti, il 20 maggio 2008


di Peppe Previti

Siamo in piena campagna elettorale per le amministrative ma, nonostante trascorrano i giorni, pochissime parole vengono spese sull'ambiente dai già candidati a Sindaco e a Presidente della Provincia, e la stessa cosa avviene da parte dei candidati per i due Consigli.

Eppure in città nei giorni scorsi sulla stampa cittadina sono state date due importanti notizie riguardanti l'Ex Sanderson: la prima, sulla Gazzetta del sud del 14 maggio, che informava dell'iniziativa di alcuni cittadini della zona sud di Messina i quali rivendicano l'area dell'ex industria agrumaria per utilizzarla per scopi socio-culturali dedicandone una parte all'archeologia industriale; la seconda, sul foglio elettronico Imgpress, che ci informa di una relazione tecnica presentata dal consulente nominato dal PM Angelo Cavallo, Dott. chimico Bartolo Capone, nella quale si attesta che "nell'area sottoposta a sequestro il materiale accatastato ed analizzato è ecotossico e persino cancerogeno". La Sanderson SpA è stata una industria agrumaria che per la lavorazione degli agrumi utilizzava caldaie che per funzionare bruciavano oli minerali, idrocarburi. Dopo la chiusura della fabbrica (fallimento nel 1980), le caldaie sono state abbandonate e nel corso del tempo hanno avuto delle perdite riversando olio nelle canalette che smaltivano le acque piovane inquinando una parte del Torrente Zafferia. Quest'area di circa 70 mila mq a Pistunina è stata stimata per un valore che varia da 16 a 22 milioni di euro ed è stato oggetto di numerose ipotesi progettuali che vanno dal nuovo polo fieristico (vedi PRG) ad area da utilizzare come supporto all'approdo di Tremestieri, dalla realizzazione di una centrale ad energia solare all'ultima ipotesi di cui sopra. Ricordando che: dal 2005, quando erano stati impiegati 4 sorveglianti, non è stato istituito il servizio di guardiania abbandonando l'area a ladri, vandali, piromani e a uomini senza scrupoli, diventando luogo "libero" per potere depositare rifiuti di ogni genere compresi quelli altamente tossici e pericolosi; dal 2006 la proprietà è stata restituita, dopo numerosi contenziosi, all'ESA (Ente di sviluppo agricolo) di cui presidente è Roberto Materia (AN); nel settembre 2006 sono state segnalate delle fuoruscite di oli combustibili sul torrente Zafferia; nel dicembre 2006 sono stati aggiudicati i lavori di bonifica alla ditta Teseco SpA (Sanderson e tratto torrente Zafferia) subappaltando i lavori di messa in sicurezza alla ECO.SER.SRL che dal 29.01.2007 li ha ultimati nell'aprile del 2007; nel giugno 2007 la Guardia di Finanza ha sequestrato l'area per la presenza di fusti e sacchi con sostanze nocive; dall'agosto 2007, dopo gli incendi che hanno interessato l'ex Sanderson sprigionando nell'aria fumi e sostanze pericolose, è stato disposto un servizio di guardiania notturno e diurno ed un sistema di videosorveglianza; la bonifica da amianto, materiale industriale, sostanze oleose e altro sarebbe dovuta costare circa due milioni di euro e che nonostante le richieste inoltrate da oltre 10 anni alla Regione Siciliana nessun finanziamento è arrivato; il PM Angelo Cavallo ha inviato due avvisi di garanzia al funzionario ESA Giovanni Fortunato Lo Presti ed al dirigente della Teseco SpA che ha eseguito dei lavori di bonifica Gualtieri Masini per attività di gestione di rifiuti non autorizzata; nell'agosto 2007 il PM Dott. Angelo Cavallo ha commissionato al consulente chimico dott. Bartolo Capone una relazione tecnica affinché si accertasse la natura e la qualità dei rifiuti stoccati e più precisamente se fossero rifiuti pericolosi per la salute dei cittadini, per l'ambiente terrestre,acquatico ed atmosferico, se i fusti ritrovati provenissero dall'ex Smeb, se i depositi temporaneo e di stoccaggio fossero a norma; nel febbraio del 2008 la relazione è stata presentata al Tribunale di Messina Ufficio del PM Dott. Angelo Vittorio Cavallo nella quale si legge che: la ECO.SER.Srl trasportava i rifiuti trasferendoli nel DEPOSITO TEMPORANEO della Sanderson, cioè all'ESA che successivamente doveva procedere allo smaltimento finale; nel marzo 2007 lo stoccaggio provvisorio dei rifiuti raggiungeva oltre 130 BIG-BAGS (110 tonnellate) e 40 fusti di oli minerali e sostanze petroleose (rifiuti pericolosi) riempiti dallo svuotamento del pozzetto che era stato rinvenuto strapieno; migliaia di MC/TON di RIFIUTI PERICOLOSI E NON , sono stati depositati sul terreno senza alcuna protezione ambientale (impermeabilizzazione del suolo, copertura etc) e che medesima situazione è stata trovata nei CAPANNONI che, peraltro, come tetti hanno fibrocemento-amianto (ETERNIT) e che in giornate ventose possono provocare fenomeni di aero-dispersione di fibre di amianto nell'ambiente mettendo a serio rischio la salute dei cittadini; il luogo utilizzato per deposito transitorio dei rifiuti pericolosi e non, non era e non è assolutamente idoneo ed adeguato così come è stato "cattivo" il modo con cui sono stati depositati i rifiuti; in questa area sono stati stoccati rifiuti non omogenei fra loro e molto pericolosi che dovevano essere avviati negli impianti di trattamento; non si può escludere che alcuni fusti contenenti olio minerale non provengano da altro sito; sono emerse irregolarità e discordanze tra i rifiuti trasportati e trascritti nei formulari con quanto riportato nei registri di carico e scarico rifiuti, tant'è che risultano un numero di colli superiore a quanti trasportati; il sito non costituisce deposito temporaneo e che peraltro non è da escludere che l'area sia stata utilizzata nel corso degli anni come discarica di rifiuti da chi aveva la necessità di disfarsi di rifiuti; sono stati trasportati 5000 Kg di rifiuti pericolosi senza il dovuto e previsto formulario; alcuni rifiuti pericolosi sono di provenienza sconosciuta.

La sintesi è che: quanto sopra ha comportato un gravissimo pericolo di contaminazione per l'ambiente ( suolo, sottosuolo e acque superficiali, con rischi altissimi per le falde acquifere e l'ambiente acquatico - infatti si è a pochi metri di distanza dal mare-) e per i cittadini; chi aveva il dovere di intervenire entro 24 ore dal primo episodio inquinante e adottare le misure necessarie di prevenzione dandone immediata comunicazione poiché trattasi di sostanze cancerogene che se inalati, ingestione o penetrazione cutanea possono produrre il cancro o aumentarne la frequenza, non l'ha fatto irresponsabilmente; esiste il fondato sospetto che materiale inquinante in eccesso provenga da altri siti.

Il nostro pensiero... un vero disastro! Non sappiamo se qualcuno da questa situazione ne ha tratto vantaggio e/o profitto ma una cosa è certa che questi impianti, ancora pieni di sostanze inquinanti e pericolose per l'uomo e l'ambiente, non possono rimanere incustoditi. Auspichiamo, una volta accertate le responsabilità, che chi ha messo e mette a repentaglio la salute delle persone e causa inquinamento ambientale venga chiamato a risponderne. Rivendichiamo urgentemente dalla Regione Siciliana le risorse necessarie per una totale bonifica dell'area ex Sanderson.

Il capogruppo PRC alla Provincia di Messina
Giuseppe Previti

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