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Messina e dintorni
La malattia autoimmune (politica) di Genovese e i garantisti a intermittenza.
post pubblicato in Diario, il 26 giugno 2013


Dopo averlo osservato al 'potere' e compreso nei 20 mesi di sindacatura  il perverso sistema clientelare che gli aveva consentito di fare il segretario regionaledel PD ed il 'proprietario' indiscusso del partito messinese, in solitudine, mi sono fatto da parte.

Non mi appassionava continuare a fare politica in un contenitore in cui contavano soltanto i numeri o, meglio, le tessere.

A quel tempo era ancora Sindaco e dopo qualche mese sarebbe diventato deputato.

A Luciano Violante, plenipotenziario di Veltroni incaricato di "seguire” la fusione a freddo dei due partiti in Sicilia (DS e Margherita) dissi: avete appaltato la Sicilia alla Margherita e svenduto la provincia di Messina alla famiglia Genovese.

Ai miei compagni Messinesi ho posto, inascoltato, una condizione: restare con la schiena dritta!

Sono trascorsi sei anni e tanta acqua e' passata sotto i ponti.

Quel sistema di potere, allora allo stato embrionale, e' cresciuto a dismisura sino a diventare un'infallibile macchina elettorale.

Numeri incredibili (primarie Bersani e nonsolo) che hanno fatto impallidire le Regioni rosse e lo stesso Bersani.

Mentre tutti i partiti tradizionali perdevano consensi, quello di Genovese, in controtendenza, aumentava ed aumentava.

I politici locali, uno dopo l'altro, chiudevano le tradizionali segreterie, Genovese, invece, era costretto ad ampliare i locali della già' grande sede di via 1° settembre.

Il meticoloso, quotidiano, instancabile, quasi scientifico,sistema di ricerca del consenso ha prodotto un’organizzazione quasi perfetta.

Una formidabile struttura, apparentemente in ottima forma, che sprizzava salute. Eppure, in questi casi, seppure raramente, si verifica qualcosa che ancora in tanti non riescono a spiegarsi. Il sistema immunitario dell' organismo che ci mantiene in salute, combattendo le infezioni, compie uno sbaglio e si rivolge contro l' organismo stesso.

Si tratta, in genere, della c.d. malattia autoimmune, in questo caso "politica ".

E' quello che è accaduto al gigante elettorale di via 1° settembre.

L'attacco che non è' riuscito agli agenti patogeni esterni (quasi nessuno e comunque innocui per la verità') ad un tratto e senza preavviso, è stato sferrato dai piccoli ma infiniti anticorpi del gigante che, allenati per combattere i virus esterni, impazziscono ed iniziano ad auto-aggredire il gigante. Inizia così una sorta di autodistruzione inarrestabile, senza possibilità' di cura.

Qualcuno dice che c'entra la genetica ma gli studiosi non ne sono ancora sicuri.

È' certo, invece, che oggi, tanti, tantissimi agenti chimici (virus e batteri), senza alcun pudore,si esaltano per la scoperta della grave malattia.

Sono gli stessi agenti che, magari, in questi anni si sono celati nel possente organismo, per alimentarsi, ingrassarsi, comunque consapevoli e ben disposti.

Ora il corpo e' malato ed è' facile infierire.

A costoro ed a tutti quelli che trovano motivo di godimento nelle malattie altrui, garantisti a intermittenza se non a convenienza, ricordo che è soltanto un avviso di garanzia.

Financo Genovese, di cui com'è' noto noncondivido nulla, ha il diritto, sino a prova contraria, di non essere giustiziato in piazza!

Toh, guarda chi si rivede! Francantonio Genovese, Lupus in fabula!
post pubblicato in Diario, il 22 novembre 2009


  Lupo, Lupo, Lupo……. E’ il nome del nuovo segretario regionale del partito democratico scritto su 122 schede. Una vittoria limpida. Lupo ha fatto l’en plein! Ma chi è Lupo si saranno chiesti tanti Siciliani? E’ un sindacalista della CISL (ricordate i cislini D’Antoni e Cociliovo?), eletto nel 2008 deputato all’ARS. Un quarantenne in ascesa che, in quota Franceschini, lo scorso anno era stato chiamato da Veltroni a far parte della segreteria nazionale. L’attività parlamentare del neo segretario, com’è possibile verificare sul sito dell’ARS, non è particolarmente rilevante. Soltanto due disegni di legge, come primo firmatario. Il primo riguarda la “promozione della cooperazione internazionale per lo sviluppo e la solidarietà tra i popoli” e, l’altro, le “misure a sostegno dell'assunzione dei familiari delle vittime del lavoro”. Pochino, onorevole Lupo, per un deputato pieno di voglia di fare alla prima legislatura! Ma questo conta poco! Franceschini, da Roma, si è consultato, ha ascoltato ed ha deciso. La Sicilia spetta ai Margheritini e quindi Lupo sarà il nuovo segretario. Al resto ci hanno pensato i “vecchi” dirigenti DS che, per regolare antichi “dissapori” interni, hanno pensato bene di dividersi. Da una parte, Capodicasa e Crisafulli, hanno puntato su un volto quasi nuovo, se non fosse per il cognome pesante, il cinquantenne Bernardo Mattarella, anch’esso indicato, in quota Rosy Bindi, da Roma. Dall’altra, con un’alleanza del tutto inedita, Peppe Lumia ha potuto contare sull’appoggio, ventre a terra, di Antonello Cracolici. Lumia, presidente uscente della vecchia Assemblea regionale, garantitosi per la quarta o quinta volta il seggio a Roma, in questa occasione non ha avuto bisogno di “siglare” accordi con Genovese.

Uno scontro che, come al solito, al di là dei contenuti delle mozioni, era strumentale al “posizionamento” e, quindi, alla prospettiva politica personale di ciascun dirigente. Risulterebbe incomprensibile, diversamente, la pretesa dei due gruppi ex Ds di separarsi in Sicilia per riunirsi, poi, sul nome del segretario nazionale (Bersani). Ma, come si dice, in politica le vie del Signore sono infinite…..

Una partita, quella degli ex margheritini, studiata e vinta a tavolino, ancor prima della pubblica farsa, con o senza voucher, delle primarie. La lunga “campagna elettorale”, nel totale disinteresse dei Siciliani, ha confermato quanto ampiamente previsto. Lupo e Mattarella “sommano” i delegati e la cosa è fatta.

Tutto cambia, perchè nulla cambi!
Dopo oltre cinquant’anni dalla pubblicazione del romanzo di Tommasi di Lampedusa, in Sicilia continua a non cambiare nulla!

P.S.
Ah, dimenticavo Genovese che, uscito dalla porta, è rientrato dalla finestra.

Lettera di Arturo Parisi ai delegati
post pubblicato in Diario, il 20 febbraio 2009


Cara Costituente, Caro Costituente,

Il modo in cui si é aperta la crisi, e ancor più il modo in cui dicono di averla già chiusa mi piace
sempre meno.
 Il rilievo della questione aperta, la gravità della condizione nella quale si trova il partito ci impone
di ripartire ora.
Assieme a chi pensa che si debba andare avanti ci batteremo perché la parola ritorni ai nostri
elettori attraverso
 le primarie.
Se prevalesse l'idea di eleggere il segretario direttamente in Assemblea, avanzerò la mia candidatura
in difesa della nostra idea di un Partito Democratico che riparta nel solco dell'Ulivo, e consentire così
una scelta nitida tra
linee politiche alternative. Questo é il momento delle scelte.
In un passaggio come questo di tutto ha bisogno il partito fuorché di un segretario provvisorio perché
 guidato da una linea provvisoria.

Arturo Parisi

APPUNTAMENTO:
Sabato, h. 9.30, tutti davanti alla Nuova Fiera di Roma (si arriva con il trenino metropolitano per Fiumicino
aereoporto) a rivendicare il diritto del popolo del Pd: scegliere il segretario prima delle elezioni.

D'Alema riparte da ReD
post pubblicato in Diario, il 24 giugno 2008


 "ReD - spiega il presidente dell'associazione, De Castro - vuole essere un luogo di confronto per contribuire alla crescita di una nuova prospettiva riformista nel solco tracciato con la nascita del Partito Democratico. Uno strumento che ha l'ambizione di arricchire il processo di elaborazione che accompagna la costruzione e il radicamento del PD".

"ReD - prosegue De Castro - è una delle tante possibili occasioni attraverso le quali promuovere la riflessione, la discussione e l'iniziativa, mettendo insieme parlamentari, personalità del mondo delle istituzioni, della cultura e cittadini che sentono il bisogno di contribuire alla modernizzazione delle forme di organizzazione della politica nel nostro Paese. D'altronde ReD nasce oggi, ma va ad affiancare un'esperienza ormai decennale come quella della Fondazione Italianieuropei, interpretando un concetto alla base della formula organizzativa del PD: aprirsi alla società in forme nuove e plurali per affinare la capacità di ascolto e favorire la partecipazione alla riflessione. Una risorsa conclude De Castro - che alimenterà la capacità di risposta del PD per farlo tornare a vincere".

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