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Messina e dintorni
La Costituzione è salva!
post pubblicato in Diario, il 5 dicembre 2016


Il sole è sorto anche stamattina con buona pace del Financial T e di quanti (poteri forti e Cancellerie di tutto il mondo) hanno tifato per il Si alla sostanziale revisione della Costituzione. Il 4 dicembre sarà ricordato. Gli Italiani, in controtendenza con tutte le elezioni che si sono svolte negli ultimi 20 anni, sono tornati alle urne. Già questo è un buon segnale. E’ l’Italia che vince, non i Partiti che hanno già messo il cappello sull’esito referendario. Ieri mattina avevo scritto sulla mia pagina di fb Stamattina che di aver parlato, prima di andare al seggio, con le mie figlie. Ero preoccupato. Ho detto: vado a votare da quasi 40 anni ma quello di oggi penso sia il voto piu' importante della mia vita. Ne sono ancora convinto! Ieri non sono andato a votare un partito. Non sono elettore di Grillo, di Salvini, di Berlusconi o di Bersani. Ho votato, almeno io ma credo in tantissimi, per la Costituzione. Ho votato No perché ritenevo sbagliata la presunta riforma. Quanto a Renzi, penso abbia commesso molti errori. Un po’ di riposo disintossicante non gli farà male. Avrà modo di riflettere. Aveva ispirato fiducia e creato aspettative nel Paese. Ha deluso tanti, arroganza a parte! Se resterà Segretario del Partito avrà tato lavoro da fare. Ricostruire una Comunità di persone che negli ultimi anni si è evaporata. Da qui dovrà ripartire Renzi per vincere la prossima sfida. Unire la sinistra e mettere nel cassetto l’idea del Partito della Nazione. PS Fa bene, come ha detto, a consegnare, sorridendo, la campanella al suo successore a Palazzo Chigi. Lui è stato “sfiduciato” dagli Italiani. Letta, invece, da un giochetto di Palazzo (Napolitano), mentre qualcuno lo assicurava di stare sereno.
Vedremo, diremo, faremo. Altrimenti, le faremo sapere.....
post pubblicato in Diario, il 31 dicembre 2011


Qualcuno ha notizie del referendum del PD Siciliano sull’opportunità di sostenere il Governo Lombardo? Si potrà dire: ma cosa stai a pensare con tutti i problemi economici e non che angosciano  la Sicilia,  l’Italia, l’Europa … addirittura l’intero globo. Mi consenta, direbbe il Cavaliere, i principi sono principi e la democrazia interna di un Partito (democratico!?!) non ammette deroghe. Ho postato l’interrogativo su Twitter sperando di ottenere una qualche risposta, un segnale, una data. Ho aspettato qualche giorno, ma niente. Il referendum degli iscritti non interessa a nessuno. La “base”, come si chiamava ai tempi del PCI,  può attendere. E lo Statuto? La Commissione regionale e nazionale di garanzia? La questione, direbbe Camilleri, è complessa e deve essere approfondita. Si, dopo due anni di tira e molla, come direbbe Bossi, non si è ancora trovata la “quadra”. Bianco è diventato rosso dalla rabbia. Promette sconquassi ed annuncia azioni eclatanti (!?!). La Finocchiaro, deputata regionale in prestito al Senato, osserva, riflette ed attende. Una storia tutta Siciliana quella del referendum sospeso in attesa del Lombardo quinquies o sexies (sino al decies c’è ancora tempo per i gazebi). Intanto, come ha scritto un acuto osservatore della politica siciliana: “vedremo, faremo, diremo. Altrimenti, le faremo sapere….”.

Ma così dimostriamo di non essere proprio dei democratici?  Tranquillo iscritto ed elettore! “Controlleremo, valuteremo, peseremo. In ogni caso non ci smentiremo...
Dalla PEC alla lettera postale......
post pubblicato in Diario, il 30 ottobre 2011


La "nuova" forma di corrispondenza ai tempi della PEC.....
Da qualche settimana tutti i media parlano di lettere .....

La BCE scrive all'Italia...... Berlusconi scrive all'Europa.....

La rivincita della vecchia posta ....


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permalink | inviato da emmesse il 30/10/2011 alle 17:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
I tempi biblici del Governo regionale….
post pubblicato in Diario, il 29 maggio 2008


Maggioranza schiacciante (percentuali bulgare) e coalizione coesa consentiranno di governare all’insegna dell’efficienza per dare risposte concrete e rapide ai Siciliani. Sono le parole e gli auspici del Governatore Lombardo subito dopo la sua elezione plebiscitaria. Dopo quasi 50 giorni tutto è fermo! Le deleghe, dopo un lunghissimo travaglio per decidere la “spartizione” dei posti, tardano ad arrivare. L’Ufficio di Presidenza dell’ARS, divenuto stanza di compensazione, tarda a costituirsi. Le riunioni subiscono continui rinvii. Nel frattempo la Sicilia comincia a bruciare e le Città sono piene di monnezza. La campagna elettorale per le amministrative impazza, ma le Istituzioni sono bloccate!
Il sistema è malato!

Anche Lombardo dimentica Messina.....
post pubblicato in Diario, il 25 maggio 2008


Dodici a zero! Nessun rappresentante dei partiti di maggioranza della provincia di Messina (FI, AN, UDC)  entra nel Governo Regionale. Un'esclusione annunciata ma difficile da digerire. Messina, terzo capoluogo di provincia della Sicilia, resta a mani vuote. Poca autorevolezza della classe dirigente? Volontà di "scartare" Messina? Voglia di colonizzazione dei Catanesi? Occorre interrogarsi sulle ragioni e porvi rimedio. Diversamente, Messina resterà soltanto una "Città di passaggio". 


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permalink | inviato da emmesse il 25/5/2008 alle 9:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Il fattore incompetenza
post pubblicato in Stampa, il 10 maggio 2008


RIFLESSIONI SUL GOVERNO di Giovanni Sartori

Parecchi italiani tornano a sperare. I partitini sono stati spazzati via, la squadra di governo è stata messa assieme in pochi giorni, e il cosiddetto Berlusconi IV durerà, si prevede, cinque anni. Tutto bello e bene. Ma ci sono anche cose che non vanno bene. E l'aspetto che mi colpisce di più del nuovo governo è la quasi totale e abissale incompetenza (impreparazione, inesperienza) dei suoi componenti. Salvo pochissime eccezioni (Tremonti, Sacconi, Brunetta) l'incompetenza regna sovrana. Si dirà che è sempre stato così sin da quando la Dc inventò il manuale Cencelli per la spartizione dei posti di governo. Però proprio così no. Ai tempi del dominio Dc non c'era alternanza. Inoltre vigeva la convenzione dei governi «brevi». Pertanto il potere veniva spartito in rapida rotazione pescando sempre nella stessa nomenklatura. Il che consentiva a tutti di tornare più volte al potere, e così finiva che molti tornassero a ministeri che avevano già guidato. La competenza valeva poco anche allora; ma la prassi finiva per produrre ministri che si erano man mano addestrati. Oggi non è più così. E il manuale Cancelli è testé stato perfezionato dal manuale Verdini (un sistema di punteggio per le posizioni di potere che determina i posti assegnati a Fi, An e Lega). Senza contare che se uno sbaglia una volta e poi continua a malfare cento volte, alla fine il danno è centuplicato. Difatti è per questo che oggi siamo, nell'Occidente, quasi in fondo in quasi tutte le graduatorie. Facciamo qualche esempio. I ministeri particolarmente importanti e difficili sono oggi Interni (Maroni), Riforme (Bossi), Giustizia (Angelino Alfano), Istruzione (Mariastella Gelmini), Ambiente (Prestigiacomo). Mi soffermo su quest'ultimo. Il ministero dell'Ambiente esiste da tempo, ma nessuno se ne è accorto. Pecoraro Scanio, il ministro uscente, verrà ricordato per aver bloccato i termovalorizzatori a Napoli; e il suo predecessore Altero Matteoli (oggi alle Infrastrutture) non lascia alcun ricordo: è un eolico, va dove il vento lo porta. Il fatto è che i nostri ambientalisti difendono soltanto il territorio (e neanche tanto: i nostri boschi bruciano ogni anno senza che i Verdi si scuotano granché), bellamente ignorando i problemi globali dell'ecologia: inquinamento di terra e cielo, riscaldamento della terra, modificazione del clima, eccetera. Anche se abbiamo sottoscritto gli accordi di Kyoto, le nostre emissioni di gas inquinanti continuano a crescere. Ed ecco che all'Ambiente va Stefania Prestigiacomo, senza dubbio qualificata in bellezza ma non in ecologia. Sono anche a qualificazione zero il ministro della Giustizia Alfano e il Ministro dell'Istruzione, una leggiadra ma ignotissima Mariastella Gelmini (34 anni, coordinatrice regionale di FI in Lombardia). E così via. Non mi posso dilungare. Ma sono pronto a scommettere che se all'attuale squadra del governo Berlusconi venissero affidate Mediaset, Fiat, Eni, Luxottica e simili, in pochissimo tempo diventerebbero altrettante Alitalia. Il Cavaliere si vanta di essere un imprenditore. Perché non ci spiega, allora, come mai applica all'azienda Italia criteri di reclutamento che certo non applicherebbe alle sue aziende?

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