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Messina e dintorni
abbreviazione dei procedimenti giudiziari
post pubblicato in Diario, il 18 novembre 2009


Abbiamo assistito in questi giorni ad infinite polemiche alimentate dall'accusa al PD di aver presentato nel 2006 un disegno di legge simile.
In effetti, poco ci manca!
La Finocchiaro ha reagito stizzita!
Di seguito, la parte del ddl  "incriminato"!


art. 4 del ddl 878 del 2006 presentato da
Massimo Brutti (Ulivo)  Anna Finocchiaro (Ulivo), Guido Calvi (Ulivo), Felice Casson (Ulivo)
Carlo Pegorer (Ulivo) 
    

1. Nel Titolo III del libro V della Parte seconda del codice di procedura penale, dopo l’articolo 346 sono inseriti i seguenti:

    «Art. 346-bis. - (Prescrizione del procedimento). – 1. Il giudice dichiara non doversi procedere per prescrizione del procedimento quando, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 346-ter:
        a) dal momento in cui è pervenuta all’autorità giudiziaria una notizia di reato sono decorsi più di due anni senza che sia stato emesso il provvedimento con cui il pubblico ministero esercita l’azione penale;

        b) dal provvedimento di cui alla lettera a) sono decorsi più di due anni senza che sia stato dichiarato aperto il dibattimento;
        c) dalla dichiarazione di cui alla lettera b) sono decorsi più di due anni senza che sia stata emessa la sentenza che definisce il giudizio di primo grado;
        d) dalla sentenza di cui alla lettera c) sono decorsi più di due anni senza che sia stata pronunciata la sentenza che definisce il giudizio di appello;
        e) dalla sentenza che definisce il giudizio di appello sono decorsi più di due anni senza che sia stata pronunciata sentenza da parte della Corte di cassazione;
        f) dalla sentenza con cui la Corte di cassazione ha annullato con rinvio il provvedimento oggetto del ricorso sono decorsi più di due anni senza che sia stata pronunciata nuova sentenza da parte della Corte di cassazione.

    2. I termini di cui al comma 1 possono essere aumentati sino a sei mesi. Tale ulteriore termine viene imputato a quello della fase precedente, ove non sia stato completamente utilizzato, ovvero a quello della fase successiva, che viene ridotto per la durata corrispondente.

    3. Nel caso in cui sia necessaria una rogatoria internazionale, il termine di fase è aumentato del tempo necessario al suo espletamento.

    Art. 346-ter. - (Sospensione del corso della prescrizione del procedimento). – 1. Il corso dei termini indicati nell’articolo 346-bis è sospeso:

        a) nei casi di autorizzazione a procedere o di questione deferita ad altro giudice, e in ogni caso in cui la sospensione del procedimento penale è imposta da una particolare disposizione di legge;
        b) nell’udienza preliminare e nella fase del giudizio, durante il tempo in cui l’udienza o il dibattimento sono sospesi o rinviati per impedimento dell’imputato o del suo difensore, ovvero su richiesta dell’imputato o del suo difensore, sempre che la sospensione o il rinvio non siano stati disposti per assoluta necessità di acquisizione della prova;
        c) nell’udienza preliminare e nella fase del giudizio, durante il tempo in cui l’udienza o il dibattimento sono sospesi o rinviati a causa della mancata presentazione, dell’allontanamento o della mancata partecipazione di uno o più difensori, che rendano privi di assistenza uno o più imputati;
        d) per il tempo necessario a conseguire la presenza dell’imputato estradando.

    2. Nei casi di autorizzazione a procedere, la sospensione di cui al comma l si verifica dal momento in cui il pubblico ministero effettua la relativa richiesta.

    3. La prescrizione riprende il suo corso dal giorno in cui è cessata la causa della sospensione. Nel caso di autorizzazione a procedere, il corso della prescrizione riprende dal giorno in cui l’autorità giudiziaria riceve notizia che l’autorità competente ha accolto la richiesta.
    4. Le disposizioni dei commi 1, 2 e 3 non si applicano ai coimputati ai quali i casi di sospensione non si riferiscono, se essi chiedono che nei loro confronti si proceda separatamente e se il giudice dispone la separazione, ritenendo che la stessa sia utile ai fini della speditezza del processo.
    5. Quando si procede congiuntamente per più reati, la sospensione del corso della prescrizione per taluno di essi opera anche nei confronti degli altri.

    Art. 346-quater. - (Richiesta di prosecuzione). – 1. L’imputato può richiedere che si proceda, nonostante siano maturati i presupposti per la dichiarazione di prescrizione di cui all’articolo 346-bis. La richiesta è formulata personalmente in udienza, ovvero è presentata dall’interessato personalmente, o a mezzo di procuratore speciale. In quest’ultimo caso la sottoscrizione della richiesta deve essere autenticata nelle forme previste dall’articolo 583, comma 3.

    2. Qualora il giudice abbia già dichiarato di non dover procedere per prescrizione del procedimento, e l’imputato non abbia avuto la possibilità di presentare previamente la richiesta di cui al comma l, la stessa può essere presentata entro dieci giorni dalla notifica del provvedimento. In tal caso il giudice revoca la precedente declaratoria e dispone procedersi.
    3. La richiesta non è revocabile e non può essere formulata solamente nei confronti di taluna delle imputazioni formulate. Se in una fase successiva del procedimento maturano nuovamente i presupposti per la dichiarazione di prescrizione, la richiesta deve essere rinnovata.
    4. Ove si sia proceduto in seguito alla richiesta di cui al comma l, la causa di improcedibilità non può più essere invocata nè applicata.
    5. Qualora si proceda congiuntamente nei confronti di più imputati, la richiesta di taluno non impedisce la declaratoria di improcedibilità nei confronti degli altri».

Il gioco degli emendamenti ……
post pubblicato in Diario, il 16 novembre 2009



Ho riflettuto un po’ prima di scrivere, seppure di getto, queste considerazioni.
La notizia, quella dell’affossamento dell’emendamento Finocchiaro-D’Alia, è esplosa in Città, già da qualche giorno, come un fulmine a ciel sereno, scatenando una ridda di dichiarazione e scontate reazioni. In verità, nei giorni scorsi, qualcuno si era incaricato di preannunciare l‘arrivo di ulteriori risorse per la tragedia di Giampilieri e dintorni, determinando, come accade in questi casi, una comprensibile, quanto giustificata, aspettativa. Sono le conseguenza del c.d. “effetto annuncio“. Ma veniamo al dunque! Anzi, prime del dunque devo per forza di cose fare una brevissima premessa. Non cento ma cinquecento milioni di euro, non domani ma oggi, non un emendamento ma una legge speciale per Messina. La necessità di questa ovvia premessa, mi permette di poter dire, senza rischiare di essere tacciato di “disfattismo” o di poco senso civico, quello che penso di quest’ultima, solo in ordine di tempo, polemica post-alluvione. Ma andiamo per ordine. La finanziaria del 2010, come quella del 2009, in controtendenza con quanto accaduto negli ultimi decenni (ricordate le leggi c.d. “omnibus” di un solo articolo con ottocento commi ?) per volontà di Tremonti si caratterizza per la struttura semplice e previsioni di spesa limitate. Si può essere d’accordo o meno (ricordate i buoni propositi manifestati da tutti dopo l’approvazione delle vecchie finanziarie?) ma è così!
Stabiliti questi limiti e disegnata la rigida cornice, il Senato della Repubblica, non senza polemiche, ha respinto tutti gli emendamenti presentati da Baldassarri (PdL), Presidente della commissione bilancio, che aveva prefigurato, addirittura, una sorta di contromanovra. Tutto è stato “triturato” in nome di una legge finanziaria “leggera” che ha evitato, salvo limitate ed ingiustificate eccezioni, il classico assalto alla diligenza cui eravamo abituati negli ultimi anni. In questo contesto ed in clima generale di scontro anche all’interno della maggioranza , i due capigruppo dell’opposizione, Finocchiaro e D’Alia, hanno presentato, in Commissione, l’emendamento di 100 milioni di euro per Messina. Visto che c’era, la Finocchiaro ne ha presentato un altro di 200 milioni di euro per la frana nel nisseno. In Commissione, in un primo momento, il rappresentante del governo si è detto disponibile (parere favorevole all’approvazione), ma poi la manovra è stata sottoposta all’Aula del Senato. Il Governo a questo punto, in considerazione dell’enorme numero di emendamenti di spesa, ha presentato un maxi emendamento (per la verità non tanto maxi), esprimendosi negativamente rispetto a tutte le altre previsioni di spesa. La mannaia è calata, seppure per ragioni diverse (questione pregiudiziale sollevata dall’opposizione perché l’emendamento non era stato presentato in Commissione), anche sulla Banca del Sud. Ma torniamo al nostro problema. Messina non avrà i cento milioni (virtuali) che da qualche giorno sentivamo di avere in tasca. Si, diciamocelo con franchezza, l’annuncio dell’intervento Finocchiaro-D’Alia, accompagnato dalla quasi certezza dell’approvazione, aveva ingenerato, giustamente, più che una legittima aspettativa. Addirittura, il Sindaco) si era spinto oltre, affermando che ne occorrevano tanti, tanti altri ancora. La notizia della bocciatura, pertanto, oltre che inaspettata (!?) è stata vissuta come una ulteriore “sottrazione” di risorse. A ben vedere, però, la sottrazione di oggi, così come l’addizione di ieri, è frutto di un’operazione mediatica prima ancora che virtuale. Il mestiere di fare “opposizione” prevede anche questi piccoli giochetti. Si individuano 10, 20, 100 situazioni di crisi (quelle purtroppo non mancano mai) per cui il Governo non ha previsto alcuna soluzione e si presentano uno, dieci, cento emendamenti di spesa. A quel punto gioco è semplice. Se viene accolto, l’opposizione esulta, rivendicando a sé l’approvazione. Se, invece, viene respinto (poco importano le ragioni) si grida allo scandalo, imputando il Governo di scarsa sensibilità e bla bla bla. Il gioco (delle parti) è vecchio, ma efficace! Comprendo, ma non giustifico, chi, a turno, lo pensa e lo fa. Capisco meno chi ci crede. Messina ha bisogno veramente di quei soldi e, soprattutto, di una migliore attenzione dei Governi regionale e nazionale. Quello di cui potrebbe fare a meno sono questi i Politici che, una volta volati a Roma, oltre a pensare a Noi come periferia dell’Impero, quasi quasi si convincono che siamo tutti dei minores habentes!

Il Gasparri pensiero......
post pubblicato in Ipse dixit, il 21 giugno 2008


 "Dispiace leggere dichiarazioni di Veltroni, della Finocchiaro e di altri che sembrano la fotocopia dei pensieri di Provenzano e dei capi della camorra".
La Finocchiaro si è limitata a dire che Gasparri non si intende di mafia, di camorra, né di sicurezza.

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