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Messina e dintorni
Le tessere di ReD
post pubblicato in Diario, il 1 luglio 2008


Non si ferma il tesseramento di Red.
L' associazione di D' Alema, colpita dall' immediato esaurimento delle prime 800 tessere stampate, rilancia.
Sono stati ordinati allo studio grafico Beecom due preventivi per altre 5.000 o 10.000 tessere.
Martedì la scelta, poi il via alla stampa.
«All' indirizzo riformistiedemocratici@gmail.com arrivano continue richieste di iscrizione», dicono dallo staff di D' Alema.
La quota di iscrizione è 100 euro, 500 per i sostenitori, 50 per chi ha meno di 30 anni.

Nasce ReD, DeR, Rosso
post pubblicato in Ipse dixit, il 24 giugno 2008


 D'Alema:

''E' solo conformismo e pigrizia intellettuale dire che questa e' una corrente, dal quale non ci dobbiamo far ricattare, condizionare ne' intimidire''


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permalink | inviato da emmesse il 24/6/2008 alle 23:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
D'Alema riparte da ReD
post pubblicato in Diario, il 24 giugno 2008


 "ReD - spiega il presidente dell'associazione, De Castro - vuole essere un luogo di confronto per contribuire alla crescita di una nuova prospettiva riformista nel solco tracciato con la nascita del Partito Democratico. Uno strumento che ha l'ambizione di arricchire il processo di elaborazione che accompagna la costruzione e il radicamento del PD".

"ReD - prosegue De Castro - è una delle tante possibili occasioni attraverso le quali promuovere la riflessione, la discussione e l'iniziativa, mettendo insieme parlamentari, personalità del mondo delle istituzioni, della cultura e cittadini che sentono il bisogno di contribuire alla modernizzazione delle forme di organizzazione della politica nel nostro Paese. D'altronde ReD nasce oggi, ma va ad affiancare un'esperienza ormai decennale come quella della Fondazione Italianieuropei, interpretando un concetto alla base della formula organizzativa del PD: aprirsi alla società in forme nuove e plurali per affinare la capacità di ascolto e favorire la partecipazione alla riflessione. Una risorsa conclude De Castro - che alimenterà la capacità di risposta del PD per farlo tornare a vincere".

Il Travaglio della Sinistra
post pubblicato in Commenti, il 25 maggio 2008


 

di Giovanni Frazzica



su: mondonuovonews


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permalink | inviato da emmesse il 25/5/2008 alle 19:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Intervista a Gianni Cuperlo
post pubblicato in Stampa, il 12 maggio 2008


Unita 11 maggio 2008

"Veltroni gli aveva proposto il ministero ombra della Semplificazione, quello di Calderoli, ma la risposta è stata un gentile «Caro Walter apprezzo molto il fatto che tu tu me lo abbia proposto, ma non è nelle mie competenze».

Cuperlo, Iniziamo dal governo ombra: Lei è tra chi ci crede o tra gli scettici?

Spero che sia in grado di incalzare il governo vero e non solo con dei “no”, ma anticipandone le soluzioni sui temi di fondo. Detto ciò a noi non basta avere delle buone proposte di legge alternative. Il voto ci ha detto che abbiamo fatto la migliore campagna elettorale possibile, e questo grazie alla scelta di andare “liberi” e alla brillante iniziativa di Veltroni che ha il merito oggettivo di aver messo in sicurezza il progetto del Pd. Ma il voto ci ha anche detto che non siamo riusciti ancora a far passare la nostra idea del paese, della crescita, della sicurezza, dei diritti, della responsabilità del singolo.

Perché non è arrivato questo messaggio?

Perché non basta su ciascuno di questi terreni inseguire il vocabolario degli altri. Noi abbiamo la necessità di adottarne uno nostro e possibilmente nuovo. Quindi benissimo il radicamento territoriale, ma conta anche cosa andiamo a dire. Soprattutto a quei pezzi di società che ci hanno chiesto negli anni scorsi un benessere materiale, in termini di redditi, pensioni, opportunità e che invece hanno visto peggiorare le loro condizioni di vita. Anche per questo è maturato il “rancore” di cui parla Aldo Bonomi. Ma verso un sentimento di quel tipo non basta un buon programma di governo, e noi ne avevamo uno ottimo: occorre arrivare alla pancia e alla testa della maggioranza delle persone con una identità e una idea del paese.

Allora come se lo spiega questo dibattito sulla resa dei conti interna al Pd se la priorità è un’altra?

Il nostro problema è proprio discutere nel merito alcuni di questi contenuti. Prendiamo la sicurezza, una delle cause della nostra sconfitta. Quando Tony Blair, nel 1993 aggredisce quell’emergenza parla “della coscienza addormentata del paese”. Decide di investire su una concezione alta della responsabilità dell’individuo, parla di valori, per prevenire quello che definisce “un caos morale”. Ne discendono nuove politiche pubbliche, anche repressive, ma non solo quelle. Punta su una crescita civile della comunità. E vince anche per questo.

Lei ha detto che nel Pd manca democrazia interna. Si riferisce alle nomine degli organismi dirigenti?

Vedo oggi nella vita democratica di questo partito, anche nei suoi assetti, compresi gli ultimi, un problema di metodo e uno di merito. Partiamo dal metodo: in questi mesi dopo le primarie abbiamo avuto un esecutivo, un Comitato politico, la composizione delle liste, il governo ombra e il coordinamento: tutti nominati dal leader. Abbiamo confermato le presidenze dei gruppi senza prima un confronto politico. Capisco la fase transitoria ma servono regole diverse. Quanto al merito: si dice che le correnti sarebbero la tomba del Pd. Ma finora tutte le scelte o quasi si sono fondate su una logica correntizia. Liste, caminetto, coordinamento presidenze dei gruppi, fino agli incarichi istituzionali in Parlamento.

D’Alema si è chiamato fuori...

D’Alema ha convocato un incontro con dei parlamentari nella sua qualità di presidente della fondazione Italianieuropei, dove si è parlato di come arricchire in termini di idee e ricerca il lavoro dell’opposizione e del partito. E’ scoppiato un caso. Ma non è un mistero credo che nei mesi scorsi si sono riunite periodicamente e legittimamente correnti e componenti di vario tipo, da Morando a Fassino ai Popolari. Sa quale è la verità? Considero D’Alema un pensatore libero, un politico che dice cose intelligenti, ma quanto a capo corrente, lascia molto a desiderare. Sono dodici anni che aspetto una convocazione della corrente dalemiana. E temo che ormai non accadrà più.

E del coordinamento cosa pensa?

Faccio i miei migliori auguri di buon lavoro, ma faccio sommessamente notare - oltre al fatto che è composto da nove uomini e una donna - che sono più o meno gli stessi da quindici anni. Li stimo uno per uno, comprerei da loro non un auto usata ma tutta la concessionaria. Però forse non basta più. Penso che va superata la logica della decorazione sulla torta, singole ciliegine a rappresentare il rinnovamento, quando la torta è sempre la stessa. Comincio a pensare che c’è un tappo e che vada fatto saltare perché ci sono risorse che vanno valorizzate: penso a nomi come Zingaretti, Fassina, Orlando che è il capo dell’organizzazione. E a figure di altre generazioni, perché non credo che l’innovazione vera sia un dato solo generazionale. Ovunque dopo un risultato simile si aprirebbe un confronto sincero, profondo. E si rimescolerebbero le energie. Abbiamo davanti cinque anni di opposizione. Cambieranno l’Italia. Cerchiamo di non essere i soli a restare fermi."


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permalink | inviato da emmesse il 12/5/2008 alle 0:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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