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I cento conigli del Prof. Bellavista!
post pubblicato in Diario, il 30 novembre 2012


Leggendo la delibera della Sezione consultiva della Corte dei Conti mi sono tornate in mente le parole del Prof. Bellavista: per fare un leone non basta legare cento conigli! Sulla specifica questione dei debiti fuori bilancio, comunque, la Corte ha palesemente travisato quanto rappresentato in sede di audizione sulla corretta classificazione dei debiti fuori bilancio. In estrema sintesi alla Corte e' stato chiarito che i debiti fuori bilancio del Comune di Messina non sono la conseguenza di obbligazioni pecuniarie assunte dall'Ente in violazione delle norme di contabilità pubblica che disciplinano la fase della spesa. Sono, invece, situazioni debitorie maturate a seguito di giudizi civili/amministrativi/penali il cui esito non e' prevedibile sino al deposito della sentenza. Nel contempo sono stati avanzati seri dubbi sulla pretesa di equiparare i debiti fuori bilancio riconosciuti, come ben individuati dal Tuel, a quelli cosiddetti 'censiti' o, addirittura, potenziali o latenti. Per quelli riconosciuti, secondo le regole del 194 del Tuel, vi e' l'obbligo di individuare la copertura finanziaria. Quelli cosiddetti censiti, invece, necessitano di adeguata istruttoria tendente, preliminarmente, ad escludere, ai sensi dell'art. 191 del Tuel, il rapporto obbligatorio diretto tra il pubblico funzionario ed il privato creditore. All'esito di tale indagine il Consiglio comunale potra' deliberare sul riconoscimento o meno del debito secondo le regole stabilite dall'art. 194. Soltanto in tal caso e non prima sara' necessario provvedere alla copertura finanziaria. Non e' una tesi campata in aria ma la il frutto di elaborazione dottrinale e di pronunce giurisprudenziali. Altra questione quella dei cosiddetti debiti potenziali, futuri o, come li definisce la Corte dei Conti, latenti. Si tratta,nel nostro caso, di giudizi per risarcimento di danni o pagamento di somme, intentati nei confronti del Comune il cui esito, allo stato, e' ovviamente imprevedibile. Questi, secondo la Corte dei Conti, sarebbero i debiti latenti. In difetto di una specifica norma che preveda la costituzione di un fondo di garanzia (come quello previsto dal 2012 per i residui attivi risalenti nel tempo) il problema e'  irrisolvibile. L'Ente contesta in giudizio la pretesa risarcitoria e, almeno fino alla sentenza di primo grado, nessun Organo potra' provvedere al riconoscimento del debito e, quindi, alla copertura della spesa.

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