Messina, Vistidalontano, Blog Scurria, Marcello Scurria, politica, enti locali, territorio, finanza locale La somma non fa il totale.... | marcelloscurria | Il Cannocchiale blog
.
Annunci online

Messina e dintorni
La somma non fa il totale....
post pubblicato in Diario, il 14 novembre 2012


Il testo dell'intervista con il direttore di Messinaoggi.it

Avvocato Scurria lei è stato il consulente dell’ex Sindaco Buzzanca in materia di finanza locale. C’è molta confusione sulla reale situazione finanziaria del Comune di Messina. Sentiamo cifre e numeri discordanti. Può aiutarci a capire?

"Speravo di averlo fatto nel corso di un’intervista video con Ciccio Manzo rilasciata nei primi giorni di ottobre. Ricorda?"

Si, certo! Ma evidentemente non è stato molto chiaro.

"Già allora avevo sostenuto che la situazione, seppure critica, non era drammatica. La crisi di liquidità ha contribuito ad esasperare gli animi. Avevo detto che l’ipotesi dissesto era ormai superata dai fatti. Il Governo Monti avrebbe quanto prima approvato il decreto legge 'salva comuni'. E così è stato".

Quindi niente è perduto?

"Ora c’è la possibilità concreta di uscire dalla situazione di crisi. L’ultimo anno è stato difficilissimo per il verificarsi di diverse concause. Crisi nazionale, crisi regionale e, quindi, tagli consistenti e ritardi nei trasferimenti. Crisi di liquidità per difficoltà ad esigere tributi locali. Sforamento del Patto di stabilità e tutto quello che ha determinato. Ritardi accumulati nell’attuazione della riforma rifiuti e sistema gestione al collasso. Tutte queste concause hanno determinato un cortocircuito. Ma piano piano il Comune, senza catastrofismi,  uscirà dal guado".

Lei che conosce le vicende finanziarie del Comune può essere più chiaro?

"I Messinesi chiedono chiarezza e sono stanchi di sentire numeri che ballano. 
La materia è un po’ astrusa. Mi chiede di tradurre in parole povere questioni tecniche di cui si dovrebbero occupare gli addetti ai lavori. Sono contrario alle semplificazioni giornalistiche. Ma non voglio sottrarmi alla domanda e ci provo. In questi ultimi mesi, a causa delle note difficoltà economiche, il Comune di Messina, come tutti gli enti locali d’altronde, ha vissuto e vive, prima di tutto, una drammatica crisi di liquidità".

Che significa?

"Lo Stato e la Regione, i due maggiori finanziatori degli enti locali, oltre a ridurre drasticamente i cosiddetti 'trasferimenti' annuali in corso d’opera, hanno ritardato l’erogazione delle trimestralità. Questo ha determinato una grave sofferenza. Il Comune non ha potuto pagare o l’ha fatto in ritardo gli stipendi e tutti i fornitori. Nel frattempo, l’altro “finanziatore” del Comune, cioè i Cittadini, a causa della crisi, ha avuto difficoltà a corrispondere i tributi locali. Ecco il perché della crisi di liquidità. La cassa è vuota".

Sulla crisi di liquidità è stato chiaro. Ma torniamo ai conti del Comune? Si sentono cifre discordanti.

"Anch’io ho letto numeri che, oggettivamente, non corrispondono alla reale situazione finanziaria del Comune. Negli ultimi sei mesi, a titolo gratuito, mi sono occupato, quale consulente dell’ex Sindaco, anche delle vicende legate agli aspetti finanziari. Ciò, in coincidenza con i l primo deliberato della Corte dei Conti, sezione consultiva,  che, esaminando il consuntivo 2010, ha sollecitato il Comune di Messina ad adottare misure correttive".

E il Comune cosa ha fatto?

"Quello che prevede la legge, anzi un deliberato della sezione delle autonomie della Corte dei Conti. Ha predisposto ed approvato (il Consiglio comunale in verità) un piano di rientro triennale. Al tempo (2010) i debiti fuori bilancio  e quelli con le partecipate (esclusa l’ATM) ammontavano a circa 44 milioni di euro.
Ma questi debiti sono maturati durante l’Amministrazione Buzzanca?
Assolutamente no. Si trattava di debiti fuori bilancio per circa 23/24 milioni di euro a cui si sommavano quelli con l’ATO, Messinambiente e TirrenoAmbiente. Un totale di 44 milioni. Nel giugno del 2008, come attestato dagli uffici comunali, i debiti fuori bilancio ammontavano ad oltre 80 milioni di euro oltre quelli dell’ATM.
Quindi significa che nel triennio 2008/2010 i debiti sono stati ridotti sensibilmente.
Questa è la verità".

Che fine ha fatto il piano di rientro?
"Il piano di rientro prevedeva la copertura di circa 25 milioni di euro con l’alienazione degli immobili comunali, debitamente rivalutati. Per il resto, quello relativo ai servizi di igiene ambientale, il Comune prevedeva di onorarlo attraverso il fondo di rotazione previsto da una legge regionale. Proprio per ridurre i debiti, tra l’altro, alcuni mutui sono stati devoluti per il pagamento di debiti fuori bilancio già riconosciuti.
Il piano triennale è stato valutato dalla Corte dei Conti?
Ma certo! Nel mese di aprile, se non ricordo male, Il Magistrato istruttore, su richiesta del Sindaco, ha convocato una riunione nel corso della quale sono state approfondite le misure correttive del Comune che ha rispettato quanto previsto dal piano di rientro per il 2012. Nel 2013 e nel 2014 i debiti devono essere coperti mediante la vendita di immobili (cosiddette entrate straordinarie)".

E poi?
"Dopo l’estate, la Corte ha chiesto ulteriori chiarimenti ed ha ampliato l’indagine al 2011. Il Comune ha fornito i chiarimenti richiesti. In particolare, l’Avvocatura ha evidenziato e censito ulteriori situazioni debitorie per circa 20 milioni. Si trattava di possibili debiti non ancora riconosciuti dal Consiglio Comunale per cui occorreva trovare la copertura finanziaria".

Scusi ma questi debiti fuori bilancio spuntano come i funghi?

"La domanda mi consente di chiarire cosa sono i debiti fuori bilancio. Si tratta, in linea di principio, di situazioni per cui l’Ente, in violazione della legge, effettua una spesa (fornitura o servizio) senza preventivamente indicare la copertura finanziaria. Nel nostro caso e mi riferisco al Comune di Messina è molto raro che accada. Accade, invece, che un giudizio civile, iniziato 5 o 10 anni fa, si concluda ed il comune resti soccombente. Occorre risarcire il danno o pagare delle somme. Ecco, questo è il classico debito fuori bilancio che fa 'sballare' i bilanci degli enti locali. Oggi inizia una causa che tra 10 anni, verosimilmente, si traduce in un debito fuori bilancio. In questo caso, a mio parere, la legge dovrebbe prevedere, come è stato per i residui attivi, un fondo di garanzia. Un salvadanaio che, all’occorrenza, possa essere rotto per pagare una spesa non prevista nel bilancio senza intaccare le risorse previste nel bilancio di previsione".

Grazie, penso sia stato molto chiaro. Ma torniamo alla Corte dei Conti.

"La Corte ha preso atto della lievitazione dei debiti (65 milioni) ed ha ulteriormente allargato l’istruttoria.  Nel frattempo il Comune di Messina, in modo arbitrario, è stato inserito tra gli enti che avevano sforato il patto di stabilità nel 2011, con tutte le conseguenze sotto il profilo delle sanzioni economiche e non".

Scusi perché dice arbitrariamente?
"Perché in Sicilia, Regione a statuto speciale, lo Stato pretendeva di applicare comunque la legge che disciplina le regole cui devono attenersi le Regioni a statuto ordinario. Con l’aggravante di farla entrare in vigore dal mese di aprile 2012 con effetto retroattivo. Una porcata che, giustamente, il TAR di Catania ha fermato".

Bene, ma torniamo ai numeri.

"Come lei, ho letto le diverse versioni. I numeri sono quelli forniti dal ragioniere generale che ha la competenza e professionalità per poterli dare. Al 31.12.2011 ammontano a 60 milioni circa. Sommati quelli dell’ATM (20 milioni) si arriva a 85 milioni. Il resto è frutto di errori. Ad esempio, la differenza tra le entrate e le uscite del 2012. Non si tratta di buco perché tra le entrate non è incluso il ruolo tributi 2012 che, a giorni sento dire sarà emesso".

E poi?
"I residui attivi continueranno ad essere mantenuti nel bilancio. Cambia soltanto, e questo per la prima volta, che dovrà essere istituito un fondo di garanzia al fine di evitare spiacevoli sorprese. Cioè l’impossibilità di esigere i crediti ante 2006. Tecnicamente sono crediti di dubbia esigibilità. Vedremo".

Altri debiti?

"Quelli relativi al sistema igiene ambientale (Comune, ATO, Messinambiente e Tirrenoambiente) sono evidentemente errati. Parecchi (circa 26 milioni) sono frutto di duplicazione o, peggio, di triplicazione. Il Comune dovrà pagare solo una volta, non tre!"

Ma allora come si arriva a 240 milioni?

"Francamente non lo so! Penso che la cifra sia la risultante di conteggi errati. Si sommano debiti a non debiti. Senza considerare i crediti del Comune. In questo caso, al contrario parafrasando Totò,  non è la somma che fa il totale!"

Scusi, ma è sicuro?

"Capisco che nella confusione si pone un problema di credibilità delle Istituzioni ma le ripeto, i numeri sono numeri e hanno la testa dura. In questo caso, poi, non sono suscettibili di interpretazione o, peggio, di lievitazione"

Ma allora l’allarme?

"La situazione non è florida ma non siamo alla fine del mondo per usare una sua frase (il titolo dell’intervista video ndr). Lo dico con convinzione, sapendo che tra qualche giorno, grazie alla legge antidissesto, il Comune di Messina potrà uscire dalla situazione di criticità".

Cos’è la legge antidissesto?
"E’ la soluzione dei problemi degli Enti locali in difficoltà. Finalmente lo Stato ha compreso che era inutile far dichiarare il dissesto agli enti locali. Da circa 10 anni lo Stato impediva di poter far fronte ai debiti mediante un mutuo ventennale a totale carico dello Stato. I Comuni e le Province dovevano trovare i soldi vendendo tutto ed aumentando le tasse al massimo. Un tunnel dal quale difficilmente si usciva!"

Cosa prevede la nuova legge?

"E’ cambiata la filosofia. Si interviene prima del dissesto. L’Ente può accedere ad un fondo di rotazione (200 euro per abitante) e contrarre un mutuo per fare fronte alle spese correnti. Questo con un piano di rientro quinquennale o, in alcuni casi, decennale. Una vera e propria manna. Certo il Comune sarà oggetto di vigilanza. Ma questo è giustissimo".

Ma allora perché tutto questo allarmismo e, soprattutto, perché il mostro in prima pagina?

"Dovrebbe chiederlo ad altri. Sul mostro in prima pagina (Buzzanca ndr) ho una mia personale convinzione".

Può dircela?

"Buzzanca ha amministrato nel periodo peggiore della storia della Repubblica sotto il profilo economico e finanziario. E’, comunque, diventato il capro espiatorio della mala amministrazione. In verità nessuno, salvo la stupidaggine che è stata messa in giro dei soldi del mutuo impiegati per gli svincoli, è in condizione di indicare uno, ripeto, un solo provvedimento di sperpero che avrebbe peggiorato la situazione finanziaria del Comune. Ha mantenuto i livelli occupazionali, è stato costretto a ridurre l’efficienza servizi perché ha dovuto fare i conti con tagli statali e regionali senza precedenti. Ha dovuto fare delle scelte a volte impopolari. Tra queste, quelle di penalizzare il sistema di manutenzione ordinaria e straordinaria della Città. In parole povere quello che i Cittadini vedono ogni giorno. Anche se ha tagliato parecchi sprechi e, per la prima volta, ha fatto affluire somme considerevoli nelle casse comunali attraverso l’istituzione dell’ecopass. Tutti ne avevano parlato. Buzzanca l’ha fatto! Senza considerare le tante opere pubbliche che dopo decenni hanno visto la luce o, a breve, saranno completate (porto di tremestieri ndr). Il tempo e, spero, l’onestà intellettuale di chi fa informazione faranno giustizia".

Ma si parla insistentemente di dissesto?

"Oggi, ma solo oggi, sono in molti a dichiararsi contro il dissesto. E’ considerato il male da evitare. Sono d’accordo. L’azione amministrativa di Buzzanca, per la cronaca, ha evitato il dissesto due volte. Nel 2008, quando avrebbe avuto interesse a farlo dichiarare per separare le sue responsabilità da quelli che lo avevo preceduto, tirando a campare per la durata del suo mandato con poche risorse e tanti debiti  con le conseguenze sotto il profilo dell’immagine. Nel 2012, con le azioni di risanamento in parte attuate e comunque prospettate alla Corte dei Conti che hanno consentito di “agganciare”, in extremis, la legge “salva comuni”.

A proposito di responsabilità, la nuova legge prevede l’impossibilità di candidarsi per chi ha causato danni alle casse comunali?

"Si, è così! Ma questo dopo un rigoroso accertamento che dovrà fare la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti. Nel nostro caso, il processo di kafkiana memoria è già stato celebrato sulla stampa senza neppure attendere l’avviso di garanzia..."

Per concludere avvocato lei è ottimista?

"Non si tratta di essere ottimisti o pessimisti. Bisogna prendere atto che è finito il tempo delle vacche grasse. I Cittadini, anche quelli che hanno disagi a percepire gli stipendi, devono pagare i tributi locali. Più in generale, occorre ripensare ai servizi pubblici ed alla copertura finanziaria. Si tratta di assumere provvedimenti che dovranno “invertire” anni e anni di sprechi. Non può pagare sempre e comunque “pantalone”. Per fare questo occorre senso di responsabilità e condivisione di un percorso. Con la demagogia ed il populismo non si va da nessuna parte".

Autocritiche?

"Nessuno è esente da errori. Certamente, se l’ultima Amministrazione è oggi additata come il male assoluto ci sarà stato quantomeno un grave difetto di comunicazione. Ma … c’è peggior sordo di chi non vuole sentire…?
 

Sfoglia marzo        dicembre
calendario
adv